Al mercato degli ambulanti


Copyright © 03/04/42 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi




Appare sempre più chiaro che vi è una consistente discrepanza tra professionisti o dilettanti della politica, comunque tra gente coinvolta e schierata, e persone che non lo sono affatto, ma vorrebbero invece semplicemente che le cose funzionassero per il verso giusto.


Su altra Lista sono di recente circolate le seguenti parole:

"... Ma se sostituiamo la figura dello statale, quindi anche dello sbirro, con quella di un cittadino che dopo un certo periodo di tempo ha la possibilità di lasciare un ambiente di lavoro per prenderne un altro, un cittadino quindi libero dall'attuale ricatto del potere: "se non fai questo rimani senza mangiare", come faranno i politici a creare politiche autoritarie? Si affermerà una politica del coinvolgimento e della responsabilizzazione, come fossimo davvero una grande famiglia ..."

Eccola una persona che ragiona! Avendo letto della proposta di rotazione dei pubblici impieghi, mette bene a fuoco uno degli aspetti principali del progetto chiarendo la causa prima dell'assenza di democrazia. E' la nera muraglia composta di inamovibili mattoni statali intorno al potere, eretta dal tiranno ai tempi della monarchia e del fascismo e rimasta immutata fino ai nostri giorni, a tenere i cittadini separati dallo Stato e ad impedire che questo faccia i reali interessi del popolo.

Ma lasciamo un momento la nostra cara Internet e tuffiamoci tra la folla. Di recente ho ripreso a frequentare i mercati degli ambulanti, dove un tempo vendevo fiori, stavolta per distribuire gratuitamente dei "santini" dove è riportata in estrema sintesi il progetto basato sulla rotazione dei pubblici impieghi (vedasi link a piè di pagina). Ed è così che sto ricevendo immediate risposte all'idea che non trova entusiasti solo i cittadini, i quali non vedono l'ora di scrollarsi di dosso l'onnipresente tyrannosaurus statalis, ma perfino da quest'ultimo, dagli stessi assunti a vita nei ruoli della Res Publica!


Gli ultimi due incontri di questo tipo sono stati una maestra d'asilo ed un vigile. Ad entrambi la proposta è piaciuta tantissimo. La signora soffre da diversi anni di forti mal di testa, la vita le è divenuta davvero grama, e lei non ha dubbi che a causarglieli è proprio il lavoro di maestra, il trovarsi tutti i giorni da più di vent'anni in mezzo a bambini urlanti. Anche il vigile ha espresso una certa sofferenza, psicologica e fisica, per il suo lavoro che lo pone, anche nel suo caso da lungo tempo, in una situazione spesso spiacevole. Entrambi hanno detto che sarebbero stati felici se avessero potuto cambiare lavoro, non importa a far cosa purché, giustamente, la sicurezza del reddito fosse salvaguardata.

Anzi il vigile ha detto che lui volentieri si asterrebbe dal riprendere subito un impiego pubblico, vorrebbe tentare una sua via d'artigiano (che in verità già percorre nel tempo libero) a patto che, se gli andasse male, fosse certo di poter riprendere la via pubblica. Cosa del resto più che possibile col progetto dell'armonica rotazione sociale. Poco prima un'altra signora, insegnante di scuola media, mi aveva detto: danì, è un ambientaccio, non ce la faccio proprio più! se potessi non rivedere mai più quelle mie colleghe, sempre torve a contar punteggi di graduatoria, starmene finalmente lontano da loro, sarei la persona più felice al mondo, magari tu riuscissi a cambiare le cose ...


Per non parlar di quello
che mi raccontano dei semplici cittadini
che, appena letta la "preghiera di Sant'Innovazio",
letteralmente si scatenano!



Un artigiano in pensione, mostrandomi una vecchia ricevuta di pagamento, mi racconta, arrabbiatissimo, di essere perseguitato dall'INPS e da Equitalia, da statali e parastatali, che ancora gli ingiungono senza un briciolo di cortesia, anzi con un tono autoritario da far paura, di pagare contributi risalenti a 25 anni prima nonostante li avesse regolarmente pagati a quel tempo.

Un uomo più giovane pone la questione: ma se oggi gli statali mi ficcano un tubo in bocca per vedere se ho bevuto, nonostante sto guidando con prudenza e non ho combinato mai niente di male, domani finisce che me ne ritrovo uno pure nel culo? Possibile che non posso più bere nemmeno un bicchiere di vino con un parente od un amico? Possibile che non posso più manco socializzare? Possibile si debba essere trattati come criminali, o deficienti, con una presunzione di colpevolezza, o di imbecillità, anche se non si è fatto nulla e si è pienamente responsabili?!

Un altro, che vive con la sua famigliola in campagna, mi racconta di dover pagare una somma esorbitante (1500 euro l'anno) per l'assicurazione di un vecchio furgoncino con cui fa pochi chilometri intorno casa mentre chi se ne va in giro per l'Europa con un gigantesco e lussuoso veicolo ricreazionale, un camper del costo di 120.000 euro, ne paga solo 300 per via di una legge che stravolge tutto. Ed un altro, a sentir parlare di assicurazioni, subito aggiunge: cazzarola! ma come può un attestato di rischio venire agganciato all'auto e non al guidatore? chi può esser ritenuto responsabile: l'auto od il guidatore? Per una legge, di cui son riuscito a capire non una riga di testo ma solo il nome, legge bersani, che ha complicato tutto in un modo che non so nemmeno come spiegarti, mi ritrovo a dover pagare una cifra altissima pur non avendo fatto il minimo incidente da vent'anni!


Mentre il vigile decide che è meglio allontanarsi, a tutti appare chiaro che gli statali applicano indiscriminatamente le leggi più dementi e scellerate. Ed i parastatali, le imprese private, ci si arricchiscono sopra. A rimetterci è sempre il cittadino che viene preso per il culo da mille associazioni che dicono di essere a loro difesa mentre non fanno altro che garantire che tutto rimanga com'è. Tutti capiamo come 'sto sistema marcio fino al midollo si regge solo per la permanenza dell'acritica, antidemocratica, antipartecipativa, autoritaria, tirannica figura dello statale che giura: "tu, potere, mi dici quello che devo fare ed io, me ne frego di tutto, e lo faccio". Al contrario tutto s'aggiusterebbe se nella Funzione Pubblica al posto degli statali ci alternassimo noi cittadini. Tutto cambierebbe se non venissimo più rincoglioniti dai baroni e baronesse universitarie che ci fanno credere giusto quello che non lo è affatto.


Ecco allora che si pone d'obbligo la domanda: ma com'è che, se questa proposta piace tanto alla gente comune, perfino a molti dipendenti pubblici, invece quelli che nelle innumerevoli agorà politiche, compresa Internet, affermano di agire nell'interesse collettivo ancora non si son decisi a sviluppare, magari in modo indipendente, ognuno per suo conto, così più genuino sarà il loro pensiero, il progetto di un pubblico impiego moderno e dinamico, non più inquisitorio ma produttivo, condotto da cittadini preparati e ben separato dal settore economico privato?

Da parte mia non mi stancherò mai di invitare altri, professionisti e dilettanti della politica, a lavorare su questo progetto di "società come dovrebbe essere" e le persone che mi offrono più che positivi riscontri come quelli sopra, persone che non vedono l'ora di disporre della possibilità di cambiare lavoro e di vivere quindi in una società non più popolata da cani che si sbranano l'un l'altro ma da esseri umani nella loro migliore espressione, mi inducono a continuare fiducioso.


A presto incontrarci, allora, in qualche mercato degli ambulanti, dove si trovano quelle persone che forse ancora non si incontrano facilmente in Internet ma che certo costituiscono la più gran parte della popolazione italiana.




statali sopra esseri umani liberi

statali sopra esseri umani liberi
Danilo D'Antonio


La preghiera di Sant'Innovazio

Proposta di Referendum
per democratizzare la Funzione Pubblica







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